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Data / Ora
Data - 05/11/2017
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Luogo
Fontanile dei caprai


Carissimi Soci,

la meta di questo evento è la Tuscia con i suoi saliscendi, il territorio variegato ed i fantastici colori autunnali, che arricchiscono la vista di chi li attraversa, come noi a cavallo dei nostri centauri d’acciaio.

Tuscia era la denominazione attribuita all’Etruria dopo la fine del dominio etrusco,invalso a partire dalla Tarda antichità e per tutto l’Alto Medioevo. Il nome indicava in origine un territorio assai vasto che comprendeva tutta l’Etruria storica, la Toscana, l’Umbria occidentale e il Lazio settentrionale, che le diverse vicissitudini storiche hanno ripartito in tre macroaree: la “Tuscia romana”, corrispondente al Lazio settentrionale con l’antica provincia pontificia del Patrimonio di San Pietro, che equivale oggi alla Provincia di Viterbo e alla parte settentrionale della provincia di Roma nord fino al Lago di Bracciano; la “Tuscia ducale”, che includeva i territori del Lazio e dell’Umbria soggetti al Ducato di Spoleto; la “Tuscia longobarda”, grosso modo l’attuale Toscana, comprendente i territori sottoposti ai Longobardi e costituenti il Ducato di Tuscia.

Durante il periodo di decadenza dell’Impero romano, i confini della Regio VII Etruria, una delle undici comprese nella riforma augustea, rimasero stabili. L’Etruria, corrispondente all’incirca all’attuale Toscana, venne inserita nella lista di Plinio il Vecchio come sezione separata della Penisola italiana. Partendo dalla Regio IX Liguria, con Luni, i confini raggiungevano l’odierno Lazio, fino a Fregene, e comprendevano anche l’attuale provincia di Viterbo; risalendo verso l’odierna Umbria, raggiungevano poi la città di Perugia. Con la riforma dioclezianea le regiones diventarono dodici e il territorio dell’Etruria venne incluso nella Regio V Tuscia et Umbria. Infine nel IV secolo, dopo le prime Invasioni barbariche, le partizioni regionali diventarono diciassette e Tuscia et Umbria l’VIII regione.

I confini rimasero immutati fino alla nuova invasione longobarda, che provocò un profondo mutamento istituzionale. La regione Tuscia et Umbria venne divisa in due porzioni territoriali: la porzione nord-occidentale costituì la Tuscia Langobardorum che sarebbe confluita nel Ducato di Tuscia, mentre la porzione orientale entrò a far parte del Ducato di Spoleto. Le due regioni vennero separate dal “cuneo” costituito dal “Corridoio bizantino”, il territorio intermedio che, almeno sulla carta, permetteva il passaggio a favore dell’Impero bizantino tra Roma e Ravenna, capitale dell’Esarcato d’Italia. La Tuscia longobarda confinava così con la “Tuscia Romana”, porzione territoriale del Ducato romano a nord di Roma.

Pranzeremo al Fontanile dei caprai a Capalbio, luogo ben noto ai soci di vecchia data e vivamente consigliabile ai neofiti per la riscoperta del gusto dei sapori di “una volta” nelle pietanze della tipica cucina maremmana.

Costo a persona 38,00€.

Prenotazioni

Disponibilità 38 posti.

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